Il Banana Pi BPI-M4 Zero arriva sul mercato come alternativa diretta al Raspberry Pi Zero 2 W, di cui riprende fedelmente il form factor da 65×30 mm e il connettore a 40 pin. Il cuore è il Allwinner H618, un quad-core Cortex-A53 a 1.5 GHz con GPU Mali G31, affiancato da 2 GB di LPDDR4 e 8 GB di eMMC nella variante che ho testato. Il tutto a un prezzo che, sulla carta, lo rende molto interessante per chi cerca prestazioni superiori al Pi Zero 2 W senza spendere una fortuna. Il prezzo di listino della board infatti si aggirava attorno ai 28$, mentre oggi a causa dell’aumento dei prezzi delle RAM, si può trovare questa sbc a circa 80$ per la variante in mio possesso e circa 120$ per la versione con 32 GB di eMMC e 4 GB di RAM.
Voglio ringraziare BananaPi per aver messo a disposizione il BPI-M4 Zero per test e recensione. Come sempre, la mia opinione è completamente indipendente e basata sull’esperienza d’uso reale.


Banana Pi BPI-M4 Zero Specifiche tecniche
Il Banana Pi BPI-M4 Zero è alimentato dal Allwinner H618, un System-on-Chip (SoC) quad-core a 64 bit che rappresenta un aggiornamento significativo rispetto ai precedenti Allwinner utilizzati nelle SBC di fascia economica. La CPU è composta da quattro core ARM Cortex-A53 con una frequenza massima di 1.5 GHz, un’architettura ben nota nel panorama ARM per il suo equilibrio tra prestazioni e efficienza energetica. A differenza del predecessore BPI-M2 Zero, che montava un quad-core Cortex-A7, il passaggio ai Cortex-A53 porta con sé un set di istruzioni a 64 bit e un incremento prestazionale dichiarato da Banana Pi di circa il 25%.
Sul fronte grafico, il SoC integra una GPU ARM Mali-G31 MP2, una soluzione di fascia bassa basata sull’architettura Bifrost di ARM. La Mali-G31 è la GPU più piccola della lineup ARM a supportare le API grafiche più recenti, tra cui OpenGL ES 3.2, Vulkan 1.1 e OpenCL 2.0, e con i suoi due core a 650 MHz raggiunge circa 20 GFLOPS in FP32. Questo la rende adatta alla renderizzazione di interfacce desktop grazie al supporto dei driver open source Panfrost su Linux, ma non a carichi grafici 3D significativi.
| CPU | Allwinner H618, quad-core ARM Cortex-A53, 64-bit, fino a 1.5 GHz |
| GPU | ARM Mali G31 MP2 |
| Memoria | 2 GB LPDDR4 (variante testata) |
| Memoria massima | 4 GB LPDDR4 |
| LAN | 1 x 100 MbE (tramite connettore FPC a 24 pin) |
| Storage | 8/32 GB eMMC + slot MicroSD |
| Wireless | 2.4G/5G WIFI & Bluetooth 5.0 |
| Video | 1x Mini HDMI 2.0a (fino a 4K@60Hz) |
| USB | 1x USB 2.0 Type-C HOST, 1x USB 2.0 Type-C OTG, 1x USB 2.0 (via FPC) |
| Header | 40 pin (28 GPIO) + 24 pin FPC |
| Alimentazione | 5V@3A via USB Type-C |
| Dimensioni | 65mm × 30mm |
Nota importante sulla parte WiFi: le specifiche ufficiali di Banana Pi indicano “2.4G/5G WiFi”, ma la variante da 2 GB RAM / 8 GB eMMC che ho ricevuto supporta solo la banda 2.4 GHz. Come chiarito dalla stessa Banana Pi, esistono due moduli WiFi montati su questa scheda: il modulo K019 è WiFi 5 (dual-band 2.4/5 GHz), mentre il modulo K016 è WiFi 4 e non supporta la banda 5 GHz. La mia unità monta il modulo K016, motivo per cui il 5 GHz non è disponibile. Questo è un dettaglio che non viene evidenziato nelle schede prodotto ufficiali ed è emerso chiaramente durante i test.
Quando ho acceso la scheda per la prima volta, con Armbian 26.8.1 installato su microSD, ho subito notato che la rete WiFi non veniva rilevata. Nessuna rete visibile, nessun tentativo di connessione. Dopo qualche minuto di troubleshooting, ho capito il problema: il BPI-M4 Zero senza un’antenna esterna non funziona, come codumentato da altri possessori della scheda ( Forum Armbian ). Onestamente devo ancora provare con Ubuntu se la situazione cambia.
Banana Pi BPI-M4 Zero Prestazioni
Per valutare le prestazioni reali del BPI-M4 Zero ho eseguito due test di stress CPU da 5 minuti con 4 worker concorrenti (uno per core), campionando ogni secondo temperatura, frequenza e load average. Il primo test è stato condotto senza alcuna dissipazione, il secondo con due dissipatorini passivi in alluminio da pochi euro applicati direttamente sul SoC e sulla RAM. Il sistema operativo è Armbian 26.8.3 (kernel 6.18.44-current-sunxi64), installato su microSD.
Il primo test effettuato senza alcun tipo di dissipazione vede salire rapidamente la temperatura sotto carico: dopo 55 secondi il SoC supera gli 80°C, e dopo circa 3 minuti e mezzo raggiunge i 90°C. Il picco assoluto registrato è di 94,67°C, con una media di 84,95°C sull’intera durata del test. La curva termica è quella tipica di un sistema senza dissipazione: crescita costante e nessun plateau, con la temperatura che continua a salire fino alla fine del test senza stabilizzarsi.
Il dato più interessante, però, è un altro: la frequenza è rimasta fissa a 1416 MHz per tutti i 308 secondi, senza il minimo accenno di throttling. Nonostante il SoC sfiorasse i 95°C, il governor non ha mai ridotto la frequenza nè mai raggiunto quella massima. Questo è un comportamento in parte positivo (prestazioni costanti) e in parte preoccupante (il SoC è progettato per lavorare a temperature che, a lungo andare, non sono ideali per la longevità del silicio).
Il secondo test, con i dissipatorini passivi in alluminio, cambia radicalmente lo scenario. La temperatura ha una curva di riscaldamento è molto più dolce: la temperatura si stabilizza intorno ai 77-80°C già dopo il primo minuto, senza mai superare gli 80,33°C. La media scende a 74,23°C, con una deviazione standard di 4,64°C contro i 7,54°C del test senza dissipazione: in altre parole, il sistema è più stabile e più prevedibile.
Anche in questo caso la frequenza è rimasta costante a 1416 MHz e non si è verificato alcun throttling.
Il verdetto è chiaro: i dissipatori passivi da pochi euro non sono un optional, sono una necessità. La differenza di 14°C sul picco e di oltre 10°C sulla media è enorme, e trasforma una scheda che lavora costantemente a temperature limite in una SBC che, pur restando calda, opera in un range accettabile. Il fatto che il governor non intervenga mai per ridurre la frequenza è un’arma a doppio taglio: da un lato garantisce prestazioni costanti, dall’altro significa che il SoC non si autoprotegge e che tutta la responsabilità della gestione termica ricade sull’utente.
Un’ultima nota: le frequenze riportate sono tutte a 1416 MHz, non ai 1512 MHz dichiarati da Banana Pi. Questo potrebbe dipendere dal governor di Armbian, che nella build che ho testato non spinge la CPU al massimo teorico. Un’eventuale ottimizzazione del device tree o della configurazione cpufreq potrebbe sbloccare la frequenza massima, ma questo esula dal test stock.
| Metrica | Senza dissipazione | Con dissipatori passivi | Δ |
|---|---|---|---|
| Temperatura max | 94,67°C | 80,33°C | -14,3°C |
| Temperatura media | 84,95°C | 74,23°C | -10,7°C |
| Deviazione standard | 7,54°C | 4,64°C | -2,9°C |
| Frequenza | 1416 MHz fissa | 1416 MHz fissa | – |
| Throttling | No | No | – |
Banana Pi BPI-M4 Software ed ecosistema
Banana Pi mette a disposizione un set piuttosto ampio di immagini ufficiali, che coprono scenari diversi — dal desktop all’embedded, dall’Android al server. Le trovate tutte nella sezione System Image della wiki ufficiale, con link sia a Baidu Cloud (con pincode 8888) sia a Google Drive:
| Sistema | Build | Baidu Cloud (pincode 8888) | Google Drive |
|---|---|---|---|
| Android 12 | 2026-04-08-bananapi-m4zero-android12 |
Link | Link |
| Ubuntu 22.04 | 20241011-Bananapi-Armbian_24.8.2-trunk_Bpi-m4zero_Ubuntu22.04 |
Link | Link |
| Debian 12 | 20241011-Bananapi-Armbian_24.8.2-trunk_Bpi-m4zero_Debian12 |
Link | Link |
| Armbian 2026 | Immagini current kernel 6.18.44 | Link | Link |
Parallelamente, il progetto Armbian mette a disposizione immagini current (kernel 6.18.44) con varianti Minimal (CLI) Debian 13, Xfce Ubuntu 26.04 e persino Home Assistant, OpenMediaVault e Kali Linux. La scelta è quindi ampia, ma va detto che le immagini ufficiali Banana Pi sono ferme a kernel più datati (5.4 per le build Armbian 24.8.2), mentre le immagini Armbian più recenti utilizzano kernel 6.18. La scelta pratica è quindi tra un’immagine vecchia ma collaudata e un’immagine moderna ma con qualche problema di compatibilità ancora aperto ( che potrebbe essere il colpevole delle temperature alte e di un frequenza dei core bloccata ).
Un aspetto positivo è la compatibilità con il GPIO del Raspberry Pi: il connettore a 40 pin è elettricamente compatibile, anche se la numerazione dei GPIO segue lo schema Allwinner (banchi PA0-PA31, PB0-PB31, ecc.) invece dello schema BCM del Pi. Questo richiede un adattamento del software, ma è documentato.

BananaPi BPI-M4 Zero Considerazioni finali
Il Banana Pi BPI-M4 Zero è una scheda interessante, ma con alcune riserve importanti. Il rapporto prezzo ( quello di lancio! )/prestazioni è buono: il Allwinner H618 è significativamente più veloce del processore del Pi Zero 2 W, la dotazione di RAM e storage eMMC è generosa, e la compatibilità meccanica con gli accessori del Pi Zero W è un plus non indifferente.
Arriviamo al punto più doloroso. Oggi, il BPI-M4 Zero ha un prezzo che non ha alcun senso. Quando è stato lanciato a dicembre 2023, la variante 2GB/8GB costava 28,90 $ più spedizione. Oggi, la stessa identica scheda viene venduta a 115 $ prima delle tasse, con un aumento del 297% in poco più di due anni. Su alcuni store europei si arriva a 118,90 € per la variante 2GB/8GB e a 160 € per la 4GB/32GB.
Sul sito ufficiale i prezzi sono i seguenti ( aggiornati al 2026/10/12 ):
| Configurazione | Prezzo |
|---|---|
| 2G DDR4 + 8G eMMC | $ 82.80 |
| 4G DDR4 + 32G eMMC | $ 118.00 |
Gli aspetti pro da prendere in considerazione:
- Prestazioni CPU superiori al Pi Zero 2 W
- 2 GB di RAM e 8 GB di eMMC onboard.
- Compatibilità meccanica con case e accessori del Pi Zero W
I contro di questa versione sono:
- Nessuna antenna WiFi inclusa – il WiFi non funziona senza antenna esterna ( da verificare con altre distro e versioni di kernel )
- Supporto software ancora acerbo (accelerazione video, Bluetooth).
- Documentazione ufficiale carente e frammentaria.
- Prezzo oggi proibitivo (115 $, +297% dal lancio)
Se stai cercando un sostituto del Pi Zero 2 W, il BPI-M4 Zero può essere una scelta valida ma solo a un prezzo vicino ai 30 dollari originali. Al prezzo attuale è semplicemente fuori mercato. Il consiglio è quello di guardare altrove: un mini PC x86 offre un rapporto qualità/prezzo e di compaibilità oggi inarrivabile per questa scheda.
Happy dev!